Don Bergamaschi: “E’ tempo di festeggiare il nostro Oratorio rinnovato”

Sono lieto di poter presentare alla comunità la ristrutturazione completata del nostro bell’Oratorio, per la sua messa a norma in sicurezza e il suo adeguamento alle moderne necessità pastorali.

Quando sono arrivato mi faceva tenerezza vedere le suore che dovevano andare in mansarda a mettere qua e là bacinelle per raccogliere l’acqua piovana, proveniente dal tetto. Per non parlare poi della preoccupazione costante che i ragazzi non si facessero del male con tutte le vetrate che c’erano, protette da ringhiere di ferro, è vero, ma che sembravano fatte apposta perché i bambini si infilassero tra le sbarre. E come dimenticare il rumore che c’era in sala giochi e nelle aule, con un rimbombo che impediva il semplice parlare e l’ascolto reciproco. Ricordo che il riscaldamento si accendeva al mattino per sentirlo un po’ il pomeriggio, ma non si avvertiva quasi mai. Oltre la spesa, anche la beffa! E chi non poteva accedere ai piani più alti a causa di difficoltà motorie legate a diversi fattori?

Un po’ a tutti questi problemi ha cercato di rispondere il progetto di ristrutturazione interna dell’Oratorio compiuto dall’ing. Filippo Angelillo e dall’Arch. Miriam Boscato, scelto dal Consiglio Parrocchiale Affari Economici, dal Consiglio Pastorale e dal Consiglio dell’Oratorio in base al progetto educativo a suo tempo presentato, nel lontano 2013. Una scelta compiuta tra tre progetti, presentati da altrettanti studi tecnici. Il cammino è stato lungo, ma perseguito con tenacia; iniziati i lavori nella primavera del 2014, abbiamo inaugurato la mansarda col rifacimento del tetto (l’intervento più urgente!) alla fine del Grest nel mese di luglio dello stesso anno, con la soddisfazione e l’ammirazione di un nuovo ambiente davvero funzionale rispetto al precedente, ancora grezzo, come quando nel 1972 don Adriano Zanca, allora prevosto, ricostruì l’Oratorio. Uguale a quando, nel 1972, don Giuseppe Novellini vi ospitò il gioco del ping – pong, il tennis tavolo! A Lui sarà dedicata una targa alla memoria proprio in mansarda, quando domenica 2 febbraio 2020, verrà benedetto l’Oratorio da Mons Rocco Pennacchio, arcivescovo Metropolita di Fermo.

I lavori poi sono ripresi a giugno 2017, per essere ultimati a fine ottobre dello stesso anno, con la sistemazione del piano terra, togliendo le famose vetrate e insonorizzando tutto l’ambiente, reso così accessibile e godibile allo stare insieme di grandi e piccini. Dopo l’ultima pausa, ci si è messi all’opera nuovamente nell’autunno del 2019, godendo di un finanziamento Frisl della Regione Lombardia, da restituire in 20 anni a interessi zero, per sistemare le aule al primo piano e renderle così agibili per il catechismo, gli incontri e le varie attività ad essi collegate, senza dover urlare per farsi sentire. Il prossimo imminente 2 febbraio verranno inaugurate dal Vescovo di Fermo, che, all’epoca degli inizi degli interventi, era Economo Generale della CEI. Desidero ricordare che, per il completamento dell’opera, abbiamo potuto usufruire di un contributo di 75.000 euro dalle offerte dell’otto per mille della CEI nel 2014 per sistemare la mansarda e il tetto, oltre a un mutuo mensile che abbiamo finito di pagare nel luglio 2019, dopo 5 anni.

Domenica mattina sarà scoperta anche una targa al piano terra per ricordare chi ha contribuito a fare il nostro Oratorio: Mons. Giuseppe Bergamini che donò la sua casa, ubicata dove adesso ci sono le suore, per fare oratorio con le Ancelle della Carità; don Adriano Zanca che nel 1972 lo rifece; Serafini Danesi Tia che, con il suo lascito alla parrocchia, ha contributo al suo restauro. Inoltre verrà posto un grande poster a memoria di chi ha amato e servito l’Oratorio in tutti questi anni: Cesare Castrini, Pietro Zaltieri, Beatrice Trivini Bellini e le suore, che ora sono in paradiso: suor Franceschina, suor Rosalinda e suor Francesca. Tutto questo per sottolineare che se oggi abbiamo la possibilità di ammirare e godere del nostro oratorio è perché molti, in molti anni, hanno dato amore, vita, soldi, idee, tempo, salute … Una storia che continua oggi con altri numerosi volontari, suore, sacerdoti, catechisti, educatori, che mettono al centro della nostra comunità l’importanza dell’educazione dei ragazzi e dei giovani, difficile (ma c’è un tempo in cui questo compito non è stato difficile?), ma entusiasmante e alla fine molto gratificante! L’articolo di don Matteo lo chiarisce molto bene, in questa occasione che coincide anche con la tradizionale festa di S. Giovanni Bosco, alla cui intercessione affidiamo il nostro Oratorio

Aspetto tutti, ragazzi e genitori in primis, a visitarlo tra sabato e domenica 1 e 2 febbraio. Sarà una festa di famiglia: una famiglia parrocchiale, che rinnova la casa dove si ritrova, dopo la Chiesa! E da domenica, ogni giorno.

Grazie a tutti coloro che vi hanno lavorato e ci hanno permesso di raggiungere questo importante obiettivo. Insieme, vedete, si possono fare grandi passi, anche se lentamente: l’importante è crederci e camminare assiduamente con tenacia, spem contra spem! Ci si arriva!