Il bilancio di un anno di esperienze per i giovani della nostra comunità

Il 2019 è stato un anno molto intenso, soprattutto nel periodo estivo, per quanto riguarda le esperienze rivolte al volto giovane della nostra comunità cristiana.

L’anno pastorale però, per le nostre comunità è iniziato nell’ottobre 2018 con la festa della Madonna del Rosario, per affidare a Maria anche i percorsi dei ragazzi, che proprio da lì hanno ripreso il cammino. La realtà giovanile è piuttosto attiva, ma le varie iniziative che vengono proposte durante l’anno sarebbero poco efficaci, da un punto di vista educativo, se non ci fossero dei giovani che accompagnano i ragazzi prendendoli per mano e dedicando loro tempo per tutta la durata dell’itinerario. Ecco perché la colonna portante della realtà giovanile della nostra parrocchia sono gli educatori alla fede impegnati nei gruppi parrocchiali, nell’Agesci e nell’Azione Cattolica.

La mia attenzione è indirizzata soprattutto a loro, perché, dove ci sono validi educatori, con maggiore probabilità ci saranno anche validi ragazzi. L’aspetto più importante sul quale ho insistito dal mio arrivo a Castel Goffredo e sul quale continuo ad insistere è “costruire comunione ” e “sentirsi famiglia”, non soltanto gruppo. Sono convinto che è proprio la comunione la più efficace forma di evangelizzazione e lo strumento più potente di attrazione per gli altri. Stare insieme da fratelli non è così scontato, nemmeno se stiamo parlando di giovani appartenenti alla stessa comunità cristiana. Per questo la comunione è da desiderare e costruire giorno dopo giorno, ma ogni sforzo o tentativo è vano se non si costruisce sulla roccia che è Gesù Cristo.

In questo anno devo dire che di passi avanti ne abbiamo fatti, e siamo cresciuti tanto, sta infatti prendendo sempre più forma la comunità degli educatori alla fede. Di essa fanno parte tutti i giovani impegnati nel servizio educativo, e da due anni anche i giovani delle parrocchie di Castelnuovo d’Asola e di Casaloldo, parrocchie della nostra Unità Pastorale. I momenti particolarmente significativi che hanno contribuito a questa crescita sono stati gli incontri di formazione comune (più o meno a cadenza mensile), le occasioni di uscite fraterne, la settimana comunitaria, le esperienze invernali ed estive aperte.

La comunità educatori unita, ha proposto durante l’anno alcuni momenti rivolti a tutti i ragazzi, come ad esempio la festa di inizio anno pastorale, la festa di san Giovani Bosco, la camminata e il pranzo della domenica delle Palme. In queste occasioni si è assaporato molto di più il senso di comunità; quando infatti si lavora insieme, superando i particolarismi si ottengono grandi risultati, ma soprattutto si è più coerenti con il Vangelo. Così ogni esperienza, vissuta durante l’intensa estate dai singoli gruppi, alla ripresa del cammino a ottobre, è stata presentata a tutti. I passi che ci attendono sono ancora molti, ma guardiamo la strada già percorsa, così facendo troveremo anche lo slancio per continuare il cammino di crescita.

Allora “Comunità in cammino” non è solo il titolo del foglio domenicale, ma è “realtà” quando, leggendo i vari appuntamenti, non dico più ‘non mi interessa’ perché non riguarda me, ma ‘mi importa’ perché anche io ne sono parte.