Il Teatrino San Luigi: tra palco e platea per nutrirci d’arte e di bellezza

Cantare, recitare, ballare, suonare o semplicemente proiettare immagini e far ascoltare musica ad un pubblico, sono modi per trasmettere concetti, valori e idee; questo è ciò che accade in una sala teatrale ogni volta che si apre il sipario.

Ho avuto il piacere, come molti, di assistere agli ultimi eventi ospitati nel nostro storico “teatrino”, e ho constatato ancora una volta l’impegno e la passione che una persona mette in campo per esprimere ciò che ha nell’anima; ho apprezzato la costanza e la ricerca che devono essere impiegate per mettere in scena una qualunque arte, che, almeno nelle nostre sale, deve avere tra gli obiettivi quello di lasciare “segni” positivi nel pubblico.

In ogni essere è contenuta un’immensa quantità di idee che, attraverso l’arte, prendono forma, colore e suono; la cosa stupefacente è ciò che emerge: un linguaggio universale, che tutti possiamo comprendere, perché l’arte è inscritta nel nostro cuore e ci tocca nella parte più profonda. Per questi e altri motivi il Teatrino San Luigi rappresenta una grande occasione per tutta la comunità castellana.

La stagione 2019-2020, che si è contraddistinta per una rinnovata carica di energia, ha già presentato commedie dialettali, spettacoli musicali, la proiezione di alcuni film (proposti dalla Diocesi sul tema della coppia), momenti di incontro come la Festa della Caritas e incontri organizzati dai giovani della parrocchia; una novità da sottolineare è rappresentata dai corsi di laboratorio permanente di teatro, dai corsi di musica e di canto e dai corsi di danza.

Il mese di gennaio vede in cartellone ben tre spettacoli, il primo dei quali, il “Concerto Jazz per Bucaneve” con la Aja Big Band di Asola, è in programma domenica 12 gennaio alle ore 17.00; un appuntamento molto atteso dagli amanti della buona musica, che rappresenta un’opportunità concreta per sostenere le persone più fragili.

Molte associazioni sono già all’opera nell’allestimento di eventi in arrivo, ed è un fermento che ci lascia ben sperare per il futuro di questa nostra “casa delle espressioni”, tra palco e platea, al servizio di una comunità che ama nutrirsi anche di bellezza.