Ivana Piva: “la terza età, risorsa e fonte di gioia per la comunità castellana”

Osservando la nostra comunità ci troviamo davanti a persone di tutte le età, dai piccoli ai grandi e agli anziani.

Guardiamo insieme ora, con uno sguardo “strabico” (guardare prima i pregi, le cose belle, senza pregiudizi) gli anziani che incontriamo, con cui viviamo, che accudiamo, ascoltiamo e coi quali preghiamo.

Nella nostra comunità vediamo tantissimi anziani che fanno volontariato. E’ una cosa che sorprende e stupisce coloro che provengono da altre realtà; per noi castellani è scontato vederli così operosi, perchè per noi è come vedere la torre in piazza: c’è da sempre.

Guardiamoli ora con occhio “strabico”; disponibili, puntuali, attenti, spesso indispensabili, esempio per i giovani con i fatti senza tante parole. Gli anziani svolgono il loro servizio con umiltà, senza vanità o proclami.

Vedo signore che accompagnano le Suore dagli ammalati, anziani che custodiscono i capitelli e le nostre chiesette di campagna. Amore per il passato, ricordi… Se qualche volontario manca per vari motivi, si trova subito chi lo sostituisce.

Soffermiamoci con loro qualche volta, interessiamoci al servizio che svolgono, ma soprattutto ricordiamoci sempre di ringraziare, perchè il “grazie” è la loro unica ricompensa.

Vedo poi tanti nonni; un bambino che cresce nella vicinanza e in un rapporto stretto coi nonni è certamente un bimbo fortunato, che avrà dolci ricordi da trasmettere. Un giorno un nonno mi disse: “Non vado a prendere all’asilo mio nipote per fare un favore a mia figlia, ma lo faccio per fare del bene a me stesso”. Splendido nonno, ho pensato.

I nonni hanno tanti doni da offrire ai nipoti, racconti della loro infanzia, piccole incombenze domestiche, giochi, passeggiate… Ho visto nonni che, come tappa fissa delle loro passeggiate, accompagnano in Chiesa i nipotini durante la settimana, osservano gli altari e recitano insieme preghiere semplici. Piccoli gesti, grandi esempi.

Anziani custodi della Terra; quanti anziani vedo curare gli orti o i giardini del mio paese, con il sapere antico dei contadini. Preparano il terreno, piantano, curano, aspettano che la natura, con le sue stagioni, porti i frutti. Conoscono il respiro della Terra, e sono certi che i semi daranno frutti futuri.

Vedo inoltre anziani che si ritrovano al bar o in locali pubblici, oppure la domenica a Messa e in piazza, che s’incontrano e si raccontano, chiacchierano del più e del meno, scherzano, si scambiano informazioni su amici e parenti, ricordano… Bello vederli sereni in mezzo agli altri; torneranno a casa certamente meno soli, sapendo che altri hanno le stesse gioie o pene.

(Continua…)