“Il MAST è diventato realtà”: l’intervento inaugurale di don G. Bergamaschi

Un saluto a tutti, il Vescovo Marco, i sacerdoti castellani e quelli che hanno svolto il loro ministero tra noi, il Sindaco e l’ Amministrazione Comunale, il dott. Anghinoni della Cariplo, il presidente del Gruppo San Luca, le varie associazioni della città, i lavoratori, le ditte che hanno operato qui, i professionisti intervenuti, i volontari, i donatori, gli sponsor e tutti quanti sono legati in vario modo al progetto Mast: benvenuti!

Nel desiderio di aprire il nuovo millennio con fiducia e speranza per dare all’umanità un colpo d’ala, un cambiamento di marcia, un orizzonte di gioia di fronte alle brutture del nostro tempo  caratterizzate dai venti di guerra, dalle migrazioni ormai congenite alla nostra vita sociale, dalle forme dilaganti di violenza, dalle incomunicabilità tra le persone pur con tanti mezzi che abbiamo, dalla solitudine del vivere individuale, dall’indifferenza verso gli altri, dalla sfiducia anche dei credenti di fronte al male che sembra irresistibile, il Cardinal Martini, di venerata memoria, nel 2000 si chiedeva quale parola riassuntiva poteva usare per dare nuovo slancio al vivere umano nel terzo millennio che si apriva, e parafrasando Dostoevskij, nel suo romanzo L’Idiota, si domandava: “Quale bellezza salverà il mondo?”. Si, il mondo sarà salvato dalla bellezza, come affermava il Principe Myskin. Ma quale bellezza, si chiedeva nella lettera pastorale del 2000 il cardinal Martini?

Ecco, carissimi castellani e tutti voi qui convenuti, questa sera noi apriamo il Mast (Museo, Arte, Storia, Territorio), proprio per dare un segno di bellezza alla nostra comunità e al territorio intero. Quanto vedrete esposto è la testimonianza di uomini e donne che prima di noi hanno fatto esperienza della Bellezza che è Dio stesso, Padre, Figlio, Spirito, cioè Amore, e l’hanno testimoniata con amore filiale al punto da generare opere d’arte che sfidando i secoli sono giunte fino a noi per dirci ancora che dobbiamo sempre di nuovo lasciarci prendere dalla bellezza di Dio se vogliamo migliorare il nostro vivere umano personale e sociale. E’ per dare questo colpo d’ala alla nostra comunità che si apre il Mast! La bellezza che salva il mondo è l’Amore che condivide anche il dolore e apre alla speranza della vita nuova e risorta. È la bellezza del volto di Dio che Gesù ci ha fatto conoscere nella sua vita, morte e risurrezione e che anche l’arte annuncia in mille modi e che potrete gustare visitando il Mast. Non per niente il divino è sempre stato fonte di bellezza, perché è Buono. Questo è anche il significato della salvaguardia dei beni culturali, artistici e storici, che i vescovi italiani hanno espresso nel documento apposito. Ma per raggiungere questo obiettivo è stato necessario tanto lavoro e sacrificio da parte di tante persone, perché ciò che salva il mondo e che rende possibile la realizzazione di grandi progetti è proprio l’amore che dà, che dona, che offre e soffre. E’ così che è stato possibile il Mast. Ed è bello!

Allora permettetemi di ricordarle queste persone, sperando di non dimenticare nessuno; comincerei da un personaggio che conoscete bene e che da molti anni, preso dall’amore per la nostra città e le sue testimonianze storiche, archeologiche e scritturistiche, ha raccolto, custodito e protetto molte opere che vedrete qui esposte, aprendo un iniziale museo “artigianale” già con don Adriano Zanca, e che si chiama Sergio Bologna. A lui il nostro grazie per come ha gettato il seme e l’ha coltivato fino a vederlo realizzato. Il seme è stato raccolto soprattutto da don Antonio Mattioli che ha iniziato un lavoro di restauro di tanti beni artistici della comunità, realizzando anche diverse mostre nella chiesa dei Disciplini e dando origine nel 2000 alla Associazione Gruppo San Luca onlus, con lo scopo di custodire, recuperare e valorizzare il patrimonio culturale della parrocchia per offrire a tutta la città e a tutto il suo territorio una occasione di educazione proprio alla bellezza e perciò alla elevazione dei nostri animi alle superiori cose dello Spirito. Don Antonio ha portato avanti il progetto fino alla sua approvazione da parte delle competenti autorità  diocesane e della Sovrintendenza, e con il gruppo San Luca, dal 2007 ha lanciato la campagna della raccolta, in dieci anni, di un milione di euro per allestire il Mast.

Poi, come sempre nella storia, le cose cambiano, ma il progetto è andato avanti, e con il mio arrivo qui in mezzo a voi nel 2009 il vescovo Roberto (del quale porto il saluto a tutti voi non avendo potuto partecipare a causa di un infortunio), che è stato uno dei primi promotori e finanziatori della campagna, ha istituito ufficialmente il Mast con l’onere e l’onore a noi di realizzarlo. Ed eccolo qui, oggi, pronto!

Come è stato possibile in questi otto anni? Con il lavoro e la dedizione di molte persone che ci hanno creduto, hanno sacrificato, hanno donato, hanno lavorato. Ma questo, appunto, è bellezza! Bellezza che viene dall’amore, di Dio e per gli altri, la sorgente di ogni buona azione.

L’opera è stata resa possibile dalla vendita di alcuni beni parrocchiali (lotti di terreno dati nei secoli per la prevostura – il  Legato Pesci) e da un considerevole contributo della Fondazione Cariplo all’interno del progetto finanziato “Terre dell’alto mantovano” (260.000€ – e un saluto e un grazie al dott. Anghinoni che qui la rende visibile come suo rappresentante nel nostro territorio) che hanno permesso la prima fase dei lavori strutturali (copertura, solai, strutture) per mettere in sicurezza i due palazzi (Prevostura e Palazzo Negri, altrimenti fatiscenti); in seconda battuta, l’intervento è stato reso possibile soprattutto dalla donazione provvidenziale della signora Tia Serafini Danesi che ha lasciato parte cospicua del suo patrimonio alla nostra parrocchia. A lei il nostro ricordo e la nostra gratitudine.  Con  questa provvidenza si sono potuti ultimare i lavori di muratura, pavimenti, serramenti, impiantistica elettrica, idraulica, di allarme e antincendio, tinteggiatura, ascensore e tutto quello che serve perché una casa e un museo possano funzionare. Il totale dell’opera è costato 1.250.000€ iva compresa, per circa 1000 metri quadri al costo quindi di 1250€ al metro quadro, cui vanno aggiunti i soldi spesi (300.000 euro) per il primo lotto inerente la canonica attuale.

Vorrei ora almeno ricordare tutti quelli che hanno lavorato: il progettista iniziale architetto Michelangelo Pavesi con il geometra Marco Capra e l’impresa Gollini Mario con i quali è stato realizzato il primo stralcio del progetto riguardante l’attuale canonica, dove un tempo c’era l’asilo parrocchiale, cantiere aperto già da don Antonio Mattioli per recuperare quello stabile in evidente degrado e terminato nel 2011. Dopo due anni di pausa, durante i quali si è resa necessaria una modifica del progetto iniziale perché alla dimensione architettonica mancava il progetto strutturale e antisismico, affidati all’ing. Sproccati Antonio, resosi necessario nel nostro territorio dopo il terremoto di Salò, e il progetto dei Vigili del Fuoco per l’antincendio, nel 2013 si è aperto il grande cantiere del Mast (palazzo della Prevostura e parte del palazzo Negri, in quanto alcuni spazi di quest’ultimo sono riservati agli studi, alla segreteria e all’archivio della parrocchia), sotto la direzione della Curia Diocesana nella persona dell’Arch. Alessandro Campera e del geometra Stefano Vivian, con i quali hanno lavorato su gare d’appalto le ditte Scattolini – Foroncelli poi Sweco per le opere murarie e le ditte Beruffi per la parte elettrica, Pederzani per quella idraulica, Sartori per i serramenti, Marmotek per i pavimenti, soglie e bancali, i fratelli Ermes e Ivano Gobbi come fabbri, per le tinteggiature interne Oscar Visani, per il restauro di quelle esterne Billoni – Negri, per l’ ascensore la ditta Kone. Vorrei inoltre ricordare gli altri tecnici intervenuti: il geom. Modenini per la sicurezza, l’ing. Biancolini per il progetto elettrico ed idraulico, il geologo Rossi Adriano per il progetto geotermico, l’ing. Paolo Freddi per il collaudo, il perito Vaccari per la parte elettrica.

Da ultimo, non perché meno importante, ma perché è stato chi ha dato continuità, elaborazione ideale e pratica al progetto MAST, ha cercato di sensibilizzare la comunità e le istituzioni locali, provinciali, regionali e religiose, ha raccolto i fondi dagli sponsor e dai donatori per il restauro di numerose opere d’arte custodite in parrocchia e ora esposte e per dare anche un contributo ai lavori per la realizzazione del museo, ha fatto bancarelle e iniziative di ogni genere e dedicato molto tempo e passione a questo progetto, vi ha creduto anche quando le difficoltà sembravano remare contro, il Gruppo San Luca onlus, cui va tutto il nostro apprezzamento e il nostro grazie per il lavoro svolto, e in particolare per l’allestimento di questi ultimi mesi, al suo presidente nella persona della signora Alessandra Ferrari, e del suo direttore, Corrado Bocchi. Dal 2 giugno 2017 tra la parrocchia di S. Erasmo, v. e m. e il Gruppo San Luca, con il controllo e l’autorizzazione della Diocesi, è in vigore una convenzione per la gestione del Mast affidata al gruppo stesso.

Ma come quest’opera è il frutto della collaborazione di tanti che vi hanno pensato, progettato, lavorato, dato, sostenuto, segno di una comunità cristiana e civile che, se si mobilita tutta insieme, come fratelli e sorelle, come cittadini che mirano al bene comune pur nel rispetto dei singoli ruoli, riesce a fare grandi cose, oggi come nel passato, così spero che anche nel futuro tutti insieme lavoreremo uniti non solo per mantenere bello il Mast a onore di tutta la città, ma per finire l’allestimento in ciò che ancora manca (la soffitta). E per questo un grazie di cuore alla Amministrazione Comunale di Castel Goffredo che si è impegnata a sostenere con un contributo annuale per cinque anni il Mast, nella persona del Sindaco. Ha cominciato a dare il buon esempio per tutti. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Allora, se sogneremo insieme altre cose belle, i sogni diventeranno realtà.