Riflessioni di novembre, le “indulgenze”: un dono della misericordia di Dio

Continuando la nostra riflessione sulla realtà delle cose ultime della nostra vita (morte, giudizio, inferno, paradiso e purgatorio) in questo mese dedicato dalla tradizione alla memoria dei nostri cari defunti, non possiamo non dedicare un passaggio al dono delle indulgenze. Sappiamo come nella storia sono state spesso usate male (Lutero e lo scisma d’Occidente ne sono la cifra storica drammatica!), ma questo non vuol dire che allora siano da buttare! Anzi, sono da riscoprire come un segno concreto della infinita misericordia di Dio verso l’umanità, del collegamento che c’è tra il mondo naturale e quello soprannaturale, tra il cielo e la terra, della chiamata a vivere una vita cristiana più intensa nell’esercizio delle tre virtù teologali: fede, speranza e carità.

Che cosa sono?

“Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per sé stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati “ (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1498). Il Catechismo tratta l’argomento delle indulgenze al n. 1032 e, in modo sistematico, dal n. 1471 al n. 1479. Ma il testo fondamentale, come vedremo, è il Manuale delle Indulgenze, Libreria Editrice Vaticana 1999. La celebrazione del Giubileo del 2000 ci ha mostrato folle di pellegrini venute a Roma con gioia e commozione da tutto il mondo per ottenere l’indulgenza plenaria, cui va aggiunto il Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco verso la fine del 2015 fino alla fine del 2016, al termine del quale ha introdotto la celebrazione della Giornata Mondiale dei Poveri, giunta quest’anno alla terza edizione, nella domenica precedente la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo. Questo a significare come la cosiddetta pratica delle indulgenze, in realtà, non miri a nient’altro che a far aumentare l’ardore dell’Amore per Dio e il Prossimo, specialmente quello più povero. Solo così, in questo Amore, c’è salvezza, come ci ha detto il Signore!

Ma questa fonte di grazia, per i vivi e per i defunti, la Chiesa non la mette a disposizione solo ogni venticinque anni. L’indulgenza, sia plenaria che parziale, può essere ottenuta in molti casi e circostanze, anche ogni giorno. Che cos’è l’indulgenza? Ecco quanto scrive in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica: “L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi “. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati” (Catechismo della Chiesa Cattolica,1471).

Quindi: la Confessione toglie i peccati, ma la conseguenza dei peccati, cioè le conseguenze negative del male che hai fatto, sia per te che per gli altri, come per il Signore, vengono tolte con le indulgenze, che non sono nient’altro che atti di amore in più che una persona si sente chiamata a fare per una piena comunione e riconciliazione con Dio e i fratelli, sia con preghiere che con gesti di carità. Se una persona ha commesso un omicidio, e va a confessarsi, viene perdonata, ma la conseguenza del suo gesto (il dolore alla famiglia dell’ucciso, la privazione che ne comporta, il rimorso della sua coscienza, la disobbedienza al comandamento del Signore ecc.) viene tolta, lenita, riparata con gesti di amore in più che il fedele decide di compiere (la visita ad un luogo santo indicato – pellegrinaggio anche breve – la preghiera secondo le intenzioni del Papa in segno di vera e profonda comunione cattolica, la confessione e la comunione col proposito di allontanarsi da ogni affetto di peccato, anche veniale, un’opera di carità che “toglie una moltitudine di peccati” secondo la  lettera di San Pietro e numerosi passi biblici). Questo esprime un atteggiamento di maggior fede nella misericordia di Dio, una più spiccata speranza  nella salvezza offerta da Dio Padre in Cristo morto e risorto e una carità sempre più larga attingendo anche al tesoro di intercessione della Vergine Maria e dei Santi che manifestano la ricchezza della grazia di Cristo realizzata nella storia.

Un organismo, come reazione all’introduzione di antigeni, (i germi patogeni che causano le malattie), produce alcune sostanze proteiche, gli “anticorpi”, che combattono questi germi e fanno guarire. Qualche cosa di analogo avviene in quell’organismo spirituale che è il Corpo Mistico di Cristo, cioè la Chiesa. I meriti di Gesù Cristo, della Vergine e dei Santi diventano difesa contro le malattie spirituali di tutti i membri del Corpo Mistico.
La Chiesa, facendo tesoro del potere di sciogliere e di legare conferito da Gesù ai suoi apostoli, e quindi alla Chiesa stessa, ha utilizzato nei vari secoli, in vario modo, questo strumento della misericordia di Dio in favore dei vivi e dei defunti.

Nel nostro secolo, tutta la materia riguardante le indulgenze è stata riveduta e riordinata dal Papa San Paolo VI che, il 1 gennaio 1967, ha proclamato la nuova Costituzione Apostolica “Indulgentiarum Doctrina”. A questa ha fatto seguito l’“Enchiridion Indulgentiarum “, cioè l’elenco completo e riveduto di tutte le indulgenze plenarie e parziali, compilato dalla Penitenzieria Apostolica, per volere e sotto la direzione dello stesso Paolo VI.
Il tutto è raccolto nel “Manuale delle Indulgenze, Norme e Concessioni “, pubblicato in prima edizione nel luglio 1968, seguita da numerose ristampe e nuove edizioni, la più recente della quale, la quarta edizione che è (L.E.V) dell’ottobre 1999 e che ha annullato tutte le versioni precedenti, divenendo la versione di riferimento. Tale opera costituisce il testo fondamentale in materia di indulgenze.

Citiamo anzitutto alcuni criteri direttivi contenuti nella Costituzione “Jndulgentiarum Doctrina” di Paolo VI: “Il fine che l‘Autorità ecclesiastica si propone nella elargizione delle indulgenze, è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle che giovano all’incremento della fede e al bene comune”.

“Se poi i fedeli offrono le indulgenze in suffragio dei defunti, coltivano in maniera eccellente la carità e, mentre elevano la mente al cielo, ordinano più saggiamente le cose terrene” – “…Pertanto l’uso delle indulgenze eccita efficacemente alla carità e la fa esercitare in modo eminente, allorché viene offerto un aiuto ai fratelli che dormono in Cristo. “Parimenti il culto delle indulgenze ridesta la fiducia e la speranza di una piena riconciliazione con Dio Padre…”

“Le indulgenze,.., sebbene siano delle elargizioni gratuite, sono tuttavia concesse sia per i vivi che per i defunti solo a determinate condizioni…: che il fedele… ami Dio, detesti il peccato, ponga la sua fiducia nei meriti di Cristo e creda fermamente nel grande aiuto che gli viene dalla comunione dei Santi…”

“La Santa Madre Chiesa… non intende assolutamente diminuire il valore degli altri mezzi di santificazione e di purificazione ed in primo luogo del sacrificio della Messa e dei sacramenti, specialmente del sacramento della penitenza. Né vuole diminuire l’importanza di quegli aiuti abbondanti, che sono i sacramentali, e delle opere di pietà, di penitenza e di carità “.

Nelle note introduttive al documento del Manuale delle Indulgenze si precisa infatti che il principio ispiratore della riforma è stato “di dare maggiore respiro alla vita cristiana e di educare, più che alla ripetizione di formule e pratiche, allo spirito di orazione e di penitenza e all‘esercizio delle virtù teologali “; ciò perché “le mutate condizioni dei tempi, sembrano particolarmente adatte non solo per aiutare i fedeli a soddisfare le pene dovute ai loro peccati, ma anche e soprattutto per spingerli ad un maggiore fervore di carità “.
(Note previe, nn. 2 e 4, passim.)

Se qualcuno vuole approfondire tale materia, rimando ai documenti sopra citati per avere un panorama completo del dono delle indulgenze.