Riprende l’Anno Pastorale: la riflessione di don Giuseppe Bergamaschi

Vorrei invitare tutti i cristiani e le cristiane di Castel Goffredo a riflettere un attimo su quanto sta avvenendo nella nostra comunità in queste settimane: la ripresa dell’Anno Pastorale.

I cammini della Iniziazione Cristiana dalla seconda elementare alla prima media che vedono, durante il percorso, la celebrazione dei Sacramenti della Prima Riconciliazione, della Prima Eucarestia e della Confermazione (o Cresima) con la S. Messa delle 10,30 domenica 6 ottobre. Abbiamo già incontrato tutti i genitori, stabilendo giorni e orari dei nostri incontri. Come è bello e necessario sentirsi insieme come comunità, camminare insieme aiutandosi a crescere nella sequela di Gesù perché siamo suoi discepoli, come recita lo slogan dell’Anno Pastorale voluto dal nostro Vescovo. Vorrei che tutte le famiglie dei nostri ragazzi si sentissero coinvolte nella fede e nell’amore di Gesù come Chiesa, lasciando perdere individualismi, chiusure, separazioni e aprendoci invece alla vita di comunità nelle feste, nelle domeniche, nei cammini, anche con un po’ di sacrificio se è necessario, per rispondere alla chiamata di essere collaboratori del Maestro per realizzare il Suo Regno.

E sarà bello e necessario sentirsi insieme come comunità, sempre domenica 6 ottobre alle 10,30, ricordando gli anniversari di Matrimonio e rinnovando la gioia del sentirsi uniti come coppie nell’Amore di Dio, ricevendo la Sua Benedizione per il cammino che ancora resta della vita. Senza di Lui, senza la Sua Grazia, senza la Sua Benedizione, senza il Suo Aiuto non possiamo avanzare bene e in modo bello nell’Amore di coppia fino all’eternità, secondo le indicazioni che il nostro Vescovo ha dato per il nuovo Anno Pastorale, perché tutti viviamo o veniamo da una famiglia fondata da una coppia. Dice Gesù: ”Senza di me non potete fare nulla” (Gv. 15, 5). Quindi vi aspetto tutti alla S. Messa di ringraziamento e, appena potete, anche al pranzo famiglia a Sant’Apollonio: serve per creare senso di fraternità tra di noi, anziani e bambini, coppie più giovani e quelle più adulte, per esprimere che è più forte l’unione delle particolarità o differenze. Di questo senz’altro il Signore gioisce.

Ancora lunedì 7 ottobre, festa della Madonna del S. Rosario (in ricordo della famosa battaglia di Lepanto!), sarà bello e necessario sentirsi insieme come comunità, che celebra l’Eucarestia alle 20,30 presso la sede della Caritas Parrocchiale, dove alcuni profughi insieme ai volontari del centro con utenti dei servizi della Casa della Carità hanno reso la struttura più bella, dipingendola, e creando una edicola dedicata alla Madonna con un nuovo altare. La S. Messa sarà presieduta dal nostro Vescovo Marco Busca, al termine della quale guiderà la processione con l’immagine della Madonna del S. Rosario fino alla nostra chiesa prepositurale. E’ un’occasione per sentirci davvero Chiesa del Signore, uniti al successore degli Apostoli che verrà a confermarci nella fede e nella vita cristiana: “Da questo tutti sapranno che SIETE MIEI DISCEPOLI se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv. 13, 35). Ecco la radice della Missione: se vivremo così il mondo, gli altri diranno che è un bel modo di vivere quello dei cristiani, e vorranno unirsi a noi, come attratti da una calamita, non costretti né da paure, né da interessi di vario genere né da motivazioni sociologiche, ma solo dalla fede e dall’Amore di Dio.

E poi sabato 12 ottobre, nel pomeriggio, si daranno appuntamento tutti i gruppi giovanili per riprendere i loro cammini formativi con i loro animatori, verso la pienezza della gioia e della bellezza della vita cristiana, sperimentata già nelle iniziative estive (Grest, Grestate, campi in montagna, al mare, esperienze di condivisione con varie realtà di povertà) e che adesso diventano quotidianità, perché anche per i giovani è bello e necessario sentirsi insieme come comunità. La cura della vita spirituale dei nostri giovani deve essere sentita da tutti come l’impegno e la sfida più importante per la nostra comunità: da essi deriva la fisionomia futura della nostra Chiesa.

Ma se è bello e necessario sentirsi insieme come comunità, ricordo a tutti che il primo passaggio per raggiungere questa meta è la preghiera, personale e comunitaria. Impariamo a pregare insieme, e gli uni per gli altri; da lì nasce quell’Amore che è la nostra vita, in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, e tra di noi, da cui tutti riconosceranno che siamo Suoi Discepoli e che attrae chiunque voglia dare un senso pieno al proprio vivere. Allora davvero Buon Anno Pastorale a tutti voi, fratelli e sorelle.