Simona Cappellari: “Il Premio Acerbi e la vincitrice danese Ida Jessen”

Il “Premio Letterario Giuseppe Acerbi, narrativa per conoscere ed avvicinare i popoli” è nato nel 1993 con lo scopo di far conoscere la città di Castel Goffredo e il territorio mantovano nel mondo, non solo attraverso il suo prodotto industriale più rilevante, le calze, ma anche tramite iniziative culturali di alto livello, quali un premio letterario internazionale dedicato ad uno dei cittadini più illustri di Castel Goffredo, Giuseppe Acerbi che, all’avanguardia per l’epoca in cui visse, ebbe una visione internazionale e pluralistica della cultura ed esplorò mondi fino ad allora sconosciuti come la Lapponia  e Capo Nord a fine Settecento. Tra i principali obiettivi del Premio Acerbi figurano:

1) educare i giovani alla lettura, sviluppandone le capacità interpretative e il senso critico ed estetico;

2) ampliare gli spazi conoscitivi dei lettori fino ad investire realtà lontane e diverse, per abituare al confronto senza pregiudizi e all’accettazione di realtà culturali, sociali ed economiche diverse, promovendo così la conoscenza e l’integrazione tra i popoli;

3) contribuire alla diffusione di produzioni letterarie ed autori provenienti da nazioni europee o extraeuropee e poco conosciuti in Italia, presentandoli al grande pubblico e favorendone lo studio e l’approfondimento mediante la pubblicazione del volume “Quaderni” del Premio Letterario Giuseppe Acerbi;

4) creare una rete di conoscenze e relazioni internazionali che, anche attraverso varie attività di carattere culturale, sociale, turistico, promuova un interscambio, anche di carattere economico, gastronomico ed enologico tra la realtà socio-economica di Castel Goffredo e della Provincia di Mantova e quella delle varie Nazioni via via protagoniste del Premio.

Ogni anno il Premio esplora una letteratura straniera, proponendo all’attenzione di una giuria popolare e scientifica romanzi contemporanei tradotti in italiano. L’edizione 2019 ha visto come candidati tre scrittori danesi: Sting Dalager con L’uomo dell’istante, Ida Jessen con Una nuova epoca e Anna Grue con Il bacio del traditore. La vincitrice Ida Jessen, appena giunta a Castel Goffredo, rimarrà fino alla cerimonia di premiazione, che avrà luogo sabato 9 novembre in Comune alle ore 17:30.

Molti gli incontri organizzati per lei dall’Associazione Giuseppe Acerbi al fine di farle conoscere i numerosi lettori e le risorse del nostro territorio. Giovedì 7 si è tenuto l’incontro con gli studenti e le studentesse delle classi quinte della scuola primaria e gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di Castel Goffredo; nella giornata di oggi, venerdì 8, ha illustrato il suo romanzo agli studenti dell’Istituto Falcone di Asola e del liceo Isabelle d’Este di Mantova. Per concludere sabato mattina, 9 novembre, conoscerà gli studenti dell’Istituto don Milani di Montichiari.

Inoltre, come tradizione consolidata, la scrittrice potrà incontrare i lettori della sezione Rems di Castiglione delle Stiviere, dove sono stati avviati diversi progetti culturali nel corso degli anni. Non mancheranno momenti per conoscere il ricco patrimonio culturale, storico-artistico del nostro territorio, visitare la città di Mantova e il museo di Castel Goffredo (MAST).

La cerimonia di premiazione, avrà luogo sabato 9 novembre in Comune alle ore 17:30. Ida Jessen sarà presentata dal prof. Bruno Berni, traduttore del suo romanzo e direttore dell’Istituto di Studi Germanici di Roma. Fabrizio Binacchi (Direttore RAI Emilia-Romagna) e Luciano Ghelfi (Giornalista quirinalista del TG2) condurranno il pomeriggio letterario, allietato dalle musiche di Davide Caldognetto e dal canto di Rita Gelmetti. La registrazione della cerimonia sarà trasmesso nei prossimi giorni negli “speciali” di Radio Alfa alle ore 18.00 (88.800 Fm – Streaming: www.radioalfanet.it).

Ida Jessen è cresciuta nello Jutland centrale, a Thyregod Sogn, dove è ambientato il romanzo Una nuova epoca (Asti, Scrittura Pura, 2018). Dopo il debutto come scrittrice nel 1989, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti e libri per bambini, ed è inoltre attiva come traduttrice dal norvegese di autori come Lars Saabye Christensen e Karin Fossum. La trama dei suoi romanzi ruota intorno a piccole comunità dello Jutland, descritte con grande profondità e acume. La sua prosa offre sensuali rappresentazioni della natura con un’estrema precisione linguistica, che ha fatto di lei una scrittrice di spicco nella tradizione narrativa nordica. Il suo grande successo giunse con ‘la trilogia di Hvium’, Den der lyver (Colui che mente, 2001), Det forste jeg tænker på (La prima cosa che penso, 2006) e Børnene (I bambini, 2009), che  insieme formano un ciclo avvincente che esamina il rapporto tra genitori e figli e la costruzione di un ambiente di provincia con i suoi abitanti.

In Una nuova epoca, Jessen presenta le vicissitudini umane e professionali di Vigand Bagge, il medico ‘condotto’ del distretto, e di sua moglie, un’insegnante di una scuola parificata, che, nel riordinare cose messe in soffitta, ritrova un diario dimenticato e si ricorda del suo arrivo a Thyregod (gennaio 1904) e dell’inizio del rapporto con Vigand (maggio 1905). Riprendendo a scrivere, riconsidera quel legame entro altre relazioni ed incontri dell’arco di tempo 1904-1927. La vita continua ed alla fine della storia (1932) ritrova un amore giovanile e può così aprirsi una ‘nuova epoca’. L’esperienza del lutto, i vividi ricordi del passato le consentono di ridefinire la propria identità, di superare la lacerante solitudine del presente e scoprire una possibile essenzialità del vivere legata a una piena inclusione del mistero del morire.

Simona Cappellari -Presidente dell’Associazione Giuseppe Acerbi