“E tu che aspetti?” Un pensiero sull’Avvento di don Matteo Palazzani

Con questa stessa domanda è possibile avere due risposte-reazioni diverse. Uno infatti potrebbe intenderla come domanda su chi o che cosa si sta attendendo. Un altro invece potrebbe interpretarla come un’esortazione a muoversi, a darsi da fare (Dai, su, forza!). Dunque la medesima domanda può assumere una sfumatura passiva e attiva. In realtà queste due diverse interpretazioni possono anche coesistere …