Tiziana Rodella: “In questi giorni difficili diffondiamo il virus della carità”

Il cammino quaresimale 2020 ha messo alla prova il mondo intero davanti al temuto nuovo virus Covid-19. A livello nazionale, l’intera popolazione è chiamata ad attenersi alle ferree disposizioni emanate dal Ministero della Salute, per fronteggiare l’emergenza ed evitare il diffondersi del contagio.

In questa complessa situazione, i volontari Caritas di Castel Goffredo si sono organizzati per continuare ad aiutare le persone in difficoltà, pur con senso di responsabilità e prudenza. Nei giorni scorsi ci siamo confrontati col parroco don Giuseppe Bergamaschi, sulla base delle indicazioni pervenute dalla Curia di Mantova, al fine di decidere il modo migliore per tenere aperti i servizi tutelando assistiti e volontari.  Prioritaria, inutile sottolinearlo, è l’attenzione a chi si trova nel bisogno.

Dopo la sospensione, su indicazione della Caritas nazionale, dell’attività di distribuzione del vestiario e della raccolta abiti usati, abbiamo ridefinito il modo di operare, optando anche per un rinvio della raccolta dati necessaria alla valutazione periodica delle persone assistite da Caritas; come ogni anno, avevamo già programmato gli appuntamenti per verificare le situazioni di famiglia e i certificati ISEE ma, data la difficoltà degli assistiti ad accedere agli uffici pubblici e considerando anche che le date per gli appuntamenti sono a discrezione degli operatori, abbiamo scelto di posticipare l’analisi dei documenti nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il Centro di Ascolto, si era mantenuto aperto lo sportello di distribuzione alimenti, sia per i pacchi che per i prodotti freschi; nei locali, ben aerati e igienizzati, entrava solo una persona per volta, in modo da evitare assembramenti; tuttavia, sulla base delle nuove disposizioni ministeriali e regionali, le regole per tutelare la salute di tutti si sono fatte più ferree, e dallo scorso 9 marzo anche la distribuzione degli alimenti è stata interrotta. Uno stop momentaneo, in attesa di nuovi chiarimenti dalla sede centrale, senza alcun allarmismo, ma con l’unico intento di tutelare i soggetti più fragili e gli stessi volontari.

E’ stata una decisione difficile, sofferta, presa a malincuore, dettata solo dalla responsabilità che noi volontari, come tutti, abbiamo nei confronti dei nostri familiari, oltre che nei confronti della comunità di Castel Goffredo. La nostra intenzione è comunque quella di non interrompere gli aiuti alle persone più povere e bisognose, per evitare che siano proprio loro a venire maggiormente colpite da questa situazione.

Chi si trova nella necessità e nell’urgenza può farlo presente in parrocchia, anche telefonicamente. A turno, uno di noi sarà disponibile per preparare un pacco di alimenti, per essere vicino con una parola di conforto e un sorriso alle persone in difficoltà. Non sarà questo virus a fermarci.