Vedere l’invisibile: una riflessione verso la Pasqua di Resurrezione

Senz’altro avrete letto l’annuncio sensazionale di questi giorni:” Abbiamo visto l’invisibile!”. E’ il paradossale annuncio fatto alla National Science Foundation di un gruppo internazionale (tra cui italiani) di astronomi che sono riusciti a fotografare un buco nero o, più correttamente, la sua ombra cosmica.

Straordinaria esperienza di un cammino di ricerca scientifica che premia l’intuizione di Albert Einstein del 1919, e che apre nuovi scenari nella scoperta del mondo.

E noi ancora una volta auspichiamo che il cammino scientifico continui e nutriamo di stupore la nostra preghiera di contemplazione del Creato e del suo Creatore per le sue magnifiche opere.

Ma se questo è già grande da rimanere meravigliati, di fronte all’ “ invisibile visto “, immaginate quanto è ancora più grande l’annuncio della Pasqua, del Risorto, di Colui che fattosi visibile per noi, già a Natale, condividendo tutto di noi, fino alla morte e alla morte di Croce, ora diventa “invisibile” ma vivo, nella Risurrezione, perché tutti gli esseri umani di ieri, di oggi e di domani, e di tutte le latitudini della terra e dell’universo, lo possano “vedere”, cioè esperimentare presente, accanto nel proprio cammino esistenziale. E’ la grande meraviglia dell’Annuncio Pasquale!

E come si fa a vederlo?

Basta ancora una volta seguire il chicco di grano che, caduto in terra a marcire, poi rinasce nella nuova piantina ricca di frutti. Fare questa esperienza entrando nelle nostre notti, nei nostri fallimenti, nei disagi che quotidianamente la società ci fa provare, nelle nostre perdite … affidandosi al Padre, come Gesù, e scoprire che non si è morti, ma ancora viventi per Lui, in Lui, con Lui. Questa è la Pasqua che ci fa vedere l’Invisibile! E’ la nostra speranza e la nostra gioia di vivere!

E’ il mio annuncio sensazionale che la morte non è più l’ultima parola, e per questo l’Invisibile si può vedere! Toccare! Esperimentare.

E’ l’augurio che faccio a tutti voi: Buona Pasqua!