Volge al termine il restauro della Sagrestia Vecchia di Sant’Erasmo

In questi giorni di grande preoccupazione proviamo a distrarci solo per un attimo (cosa non facile, ma ci proviamo insieme), con una bella notizia riguardante l’intervento di restauro della Sagrestia Vecchia della chiesa di S. Erasmo, ormai alle battute finali; il trattamento finale della pavimentazione in cotto sarà infatti l’ultimo atto di un’operazione che negli ultimi mesi ci ha molto appassionato.

Quando sono iniziati i lavori, il locale si presentava in condizioni di elevato degrado dovuto a vari motivi: la realizzazione nel tempo di pesanti interventi di modifica delle aperture, attraverso la realizzazione di nuove porte o finestre e la chiusura di altre; l’uso improprio del locale, declassato da sagrestia a magazzino dopo la realizzazione della Sagrestia Nuova, ed il conseguente inserimento forzoso di manufatti di varia natura e materiali; la scarsa, ma soprattutto inadeguata manutenzione, caratterizzata dall’uso invasivo di materiali incompatibili rispetto a quelli originali; l’intervento alla struttura della copertura, poi risolto, che aveva determinato la formazione di un esteso sistema di fessurazioni nell’angolo compreso fra le pareti est e nord; fattori ad azione prolungata di origine naturale, come l’umidità di risalita nella muratura e la penetrazione di acque meteoriche attraverso il serramento danneggiato della finestra della parete nord.

Per quanto degradate, sono comunque apparse di notevole interesse la copertura con volta a crociera, che dona eleganza e levità al piccolo locale, ed una nicchia dalle pareti decorate con motivi a finto marmo che accoglie un lavabo ed il soprastante serbatoio, entrambi in materiale lapideo, che dovevano servire all’officiante.

Passaggio importante è stata l’indagine stratigrafica (tecnica dei tasselli degradanti) eseguita sulla volta e sulle pareti, esclusa quella a est in quanto interessata da troppi interventi e manomissioni, finalizzata ad una conoscenza più approfondita del manufatto e condizione necessaria alla definizione degli interventi da realizzare, per garantire la corretta conservazione dello stesso. Attraverso la stratigrafia è stato infatti possibile mettere in evidenza la successione e le caratteristiche dei materiali e dei colori dei vari strati, dalle ridipinture più recenti alla sottostante stesura originaria, fino all’intonaco ed alla muratura.

Le lavorazioni principali hanno compreso il risanamento della muratura della fascia inferiore perimetrale, attraverso la rimozione dell’intonaco degradato o realizzato in malta cementizia, quindi incompatibile e dannosa, e la successiva stesura di intonaco a base di calce; il restauro conservativo della restante superficie delle pareti e della volta, attraverso la stuccatura delle fessurazioni, la ricostruzione delle parti mancanti e la paziente rimozione con bisturi e piccole spatole degli strati di dipintura che nel tempo si erano sovrapposti, permettendo di riportare alla luce lo strato originario caratterizzato da un colore che è una miscela di grigio, terra d’ombra e tracce di bianco e da una pennellata morbida e non piattamente uniforme.

Sono stati inoltre oggetto di restauro i manufatti in marmo (le due vasche della nicchia e l’acquasantiera), i ganci in metallo infissi nella volta, che presumibilmente dovevano sostenere apparecchiature per celebrazioni liturgiche di rilievo, i portoncini in legno e le ante della nicchia che si affaccia sull’altare della Madonna. Sono invece stati sostituiti integralmente i serramenti della parete est e nord in quanto degradati. È stato realizzato il nuovo impianto di illuminazione esternamente alla muratura, per non danneggiarla e mantenerla integra, al fine di garantire l’illuminazione interna dell’ambiente e delle teche che accoglieranno oggetti sacri e legati alla liturgia. A questo punto non resta che attendere tempi migliori, per l’inaugurazione e il successivo allestimento del Tesoro delle reliquie dei santi.

Hanno partecipato alla realizzazione dell’intervento di restauro conservativo le seguenti ditte: PERANI & ASSOCIATI restauro d’arte di Donatella Perani, Mantova; Impresa Edile S.D.R. di Salvetti Davide, Castel Goffredo; Impresa Beruffi Impianti S.r.l. di Stefano Beruffi, Castel Goffredo; FALEGNAMERIA SARTORI di Sartori Tiziano e Cristian S.n.c., Castel Goffredo.

(Arch. Manuela Novellini)