Alessia Masso: Radio Alfa, le Teste di nicchia e… una breve riflessione

“Ciao a tutti, teste di Nicchia! Eccoci giunti ad una nuova puntata …”. No, qualcosa non va, ricominciamo: “Benvenuti ascoltatori alla settimanale puntata delle Teste di Nicchia”. Troppo formale, riproviamo.

Questo è il mio ricordo del primo giorno di registrazioni nello studio di Radio Alfa. Cercavo il tono giusto, le parole migliori per un pubblico invisibile e ignoto. Da allora sono avvenute molte cose: parlare in radio è diventato sempre più naturale e piacevole, sempre più persone mi hanno espresso pareri positivi per quello che stava nascendo grazie al programma e poi il blocco, che ha fermato tutto, ma che ci ha concesso il gran dono dell’introspezione e del tempo, che prima non c’era mai. Oggi, mentre la trasmissione Teste di Nicchia si appresta a compiere un anno, scrivo l’articolo conclusivo della stagione con particolare vicinanza ai miei coetanei.

Sono stati davvero mesi di nicchia, in ogni possibile interpretazione. Innanzitutto per la loro unicità: solo pochi di noi potranno dire di aver fatto la Maturità con le mascherine, preparandola quasi da soli al computer o di essersi laureati sotto lo sguardo costante della webcam con festeggiamenti su Zoom. Poi, perché si è trattato proprio di restare per settimane in una “nicchia”, in casa, un rifugio e allo stesso tempo una galera stretta e soffocante, mentre il Virus imperversava fuori dalla porta. Ma l’importante è essere qui ora, con la speranza che il peggio sia davvero passato e che, almeno per me, torni il tempo del “Ciao Teste di Nicchia in ascolto”.

Questo periodo è stato ricco di eventi cruciali nella scrittura della storia contemporanea e il mio riferimento non va solo alla pandemia ed alle sue conseguenze sociali ed economiche, ma anche alla scossa inferta alle coscienze mondiali dai movimenti contro il razzismo negli States. C’è la sensazione costante di aver vissuto in pochissimi mesi LA STORIA. Tutti temi che in Teste di Nicchia avremmo tanto voluto approfondire con tutti voi, tramite le vostre voci con serietà alternata a buona musica e ironia, in sintonia col nostro solito stile.

Con la speranza che questo programma non rimanga solo una comparsa nella grande macchina di Radio Alfa e che si possa presto parlare di un secondo capitolo, vi ringrazio per l’esperienza, per chi ha avuto la pazienza di ascoltare e si è messo in gioco anche da casa, contribuendo alla costruzione di un luogo di incontro e “scontro”, di tante domande e poche risposte, di caos.

C’è ancora molto da dire e ne parleremo, eccome se lo faremo. Tenetevi pronti a riaccendere la radio.