“Bis e Boga” coi Bèi pütèi di Acquanegra sul Chiese al Teatrino San Luigi

Dopo una piccola pausa, il Teatrino San Luigi di Castel Goffredo torna in pista con ben due spettacoli nell’arco di una settimana.  Si parte venerdì 21 febbraio alle 20.45 con la compagnia I béi pütèi di Acquanegra sul Chiese che presenteranno la commedia dialettale “Bis e Boga”, ancora una volta dedicata al nostro passato e alle storie che si tramandano di generazione in generazione. Il titolo, più che mai eloquente, è ripreso da un detto popolare e ben esprime la complessità delle vicende umane, come quella messa in atto da Filiberto Savoiardi per decidere a quale lontano parente lasciare in eredità il suo ingente patrimonio.

La storia che fa da premessa alla commedia riguarda un giovane acquanegrese che, alla fine dell’ottocento, emigra in Francia in cerca di fortuna, dopo esser rimasto orfano dei genitori e ignorato dai numerosi fratelli e sorelle più vecchi di lui e già “sistemati”. Oltralpe il nostro giovanotto trova lavoro in una fabbrica, ed essendo intelligente e operoso entra nelle grazie dell’anziano padrone che, un bel giorno, gli fa una proposta sconvolgente: se accetta di sposare la sua domestica riceverà in eredità la sua fortuna!

Nonostante i “difettucci” della giovane, l’intraprendente acquanegrese accetta e la sposa; una volta morti i padroni della fabbrica, come promessogli, ne eredita tutti i beni, li vende e ritorna ad Acquanegra sul Chiese, da dove era partito parecchi anni prima poverissimo. Qui acquista terreni, si fa costruire una bella casa e vive con sua moglie per diversi anni, godendosi la rendita del patrimonio investito.

Tra lui e la moglie qualche screzio non manca e lei lo sbeffeggia dicendogli “Guglielmo aurà l’argent mais Niell a or!”, frase senza senso agli orecchi del marito e dei loro conoscenti. Solo dopo la morte di Guglielmo e successivamente a quella di Niell, il grande patrimonio sarà diviso fra i nipoti di suo marito; solo un piccolo, polveroso e vecchio sofà francese sarà regalato dagli ieredi a uno dei braccianti, assoldati per svuotare la casa prima della vendita. Gli eredi, in seguito, verranno a sapere che il bracciante trovò nascosti nel sofà trenta marenghi d’oro, il famoso “or” che Niell si era portata segretamente dalla Francia, per fuggire da Guglielmo se le cose fra loro avessero preso una brutta piega. Il resto è un intrecciarsi di situazioni, senza esclusione di colpi, tra i possibili eredi…

La Compagnia teatrale “I béi pütèi” nasce ad Acquanegra sul Chiese nel 1992, e debutta al Palasport di Acquanegra con la commedia dialettale “Quant l’acqua la vò a la basa”. Da allora la formazione ha collezionato ben 13 commedie dialettali, 4 spettacoli dialettali e 6 spettacoli dedicati a personaggi e occasioni locali, rappresentati in circa 40 comuni nel mantovano e dintorni, per un totale di 250 esibizioni, collaborando anche con altri gruppi musicali e dialettali.

Tra i vari riconoscimenti ottenuti, ricordiamo il Premio “Campogalliani” per la miglior scenografia al concorso “Merlin Cocai” di Mantova del 2002; per la miglior Regia nel 2011 e per la miglior Regia e Scenografia nel 2012 al Concorso di commedie dialettali di Ponti sul Mincio; per la miglior Regia al Concorso di commedie dialettali di Redondesco sempre nel 2012. Inoltre segnaliamo il premio tecnico della Giuria, per la miglior interpretazione, al concorso dialettale “Da sganasas dal rider” nel 2015 a Scadolara Ravara (CR) e il premio per la fedeltà al Vernacolo e al miglior attore protagonista Massimo Grazioli al concorso “El rial” di Montichiari nel 2018. La compagnia, che nella sua lunga storia ha visto la militanza di circa 70 persone, vanta testi di “produzione propria”, scritti da Alceste Aliprandi e Bacco Grappoli.

L’appuntamento, con ingresso a offerta libera, è organizzato dall’associazione Venerdì Gnoccolaro, impegnata nella  promozione delle attività folcloristiche connesse allo storico carnevale castellano che in questi giorni sta scaldando i motori, valorizzando sul territorio nazionale la maschera tipica di Re Gnocco.

Dopo “Bis e Boga”, domenica 23 febbraio alle 17.00 si prosegue con lo spettacolo “Attenti a quei due”, di e con Roberto Guaiumi e Nicola Armanini.