Corpus Domini, don Bergamaschi: “La Comunione è più forte della morte”

Nella grande Festa del Corpus Domini il nostro Vescovo ha desiderato venire in mezzo a noi, comunità cristiana e civile di Castel Goffredo, per celebrare la S. Messa e ricordare in suffragio comunitario tutti i nostri cari defunti di questo periodo di emergenza da coronavirus, dato che non si è potuto vivere per loro e con loro un funerale normale.

Insieme al nostro grazie al Vescovo Marco per la sensibilità dimostrata, per la vicinanza e la preghiera per le nostre famiglie toccate dal lutto e per tutta la nostra comunità duramente provata in questo periodo, desidero esprimere anche un pensiero che ci aiuti a dare senso al dolore che proviamo per la separazione, oserei dire quasi violenta a causa del virus, dai nostri cari.

Molti li hanno visti partire da casa in ambulanza; poi qualche messaggio per telefono, grazie alla generosità del personale sanitario che si è adoperato per questo; quindi la comunicazione della morte e, spesso, l’impossibilità di vederli, se non nella bara al cimitero, per chi non era in quarantena, per una breve benedizione e la preghiera di saluto. I nostri sentimenti, i nostri affetti, i ricordi, la condivisione di una vita, interrotti brutalmente, senza poter esprimere quell’umanità che in questi casi viene fuori anche dalla persona più fredda che possiamo incontrare! Senza poter esprimere anche la speranza della fede che ci unisce inseparabilmente.

Ecco: la celebrazione di domenica prossima, fatta tutti insieme, addirittura con la presenza del nostro Vescovo Marco che è il garante tra noi della fedele trasmissione della fede e della speranza nell’amore di Cristo che tutti ci unisce, è il segno che la morte, così brutale, non ha l’ultima parola! Non vince! Infatti noi siamo ancora qui a testimoniare e dire che la comunione che ci unisce è più forte della separazione mortale.

Nella misura in cui, per il dono della fede, tutti noi stiamo uniti a Gesù, e perciò celebriamo e viviamo l’Eucarestia, cioè la Comunione con Lui, questa si realizza anche con i nostri cari defunti. E’ una Comunione che toglie la divisione tra il cielo e la terra, tra noi viventi e quelli che sono morti, per farci sentire un corpo solo, un’anima sola, una vita sola in Cristo. Se la morte ci separa, la Comunione con Cristo ci riunisce indissolubilmente; anzi, eternamente! E’ la Comunione dei Santi.

La festa del Corpus Domini assume quest’anno una connotazione di mestizia quando saranno ricordati tutti i nostri defunti, ma nello stesso tempo ribadisce la speranza in Cristo Risorto che la separazione è superata dalla Comunione, specie nell’Eucarestia. Questa è la risposta della fede al dramma umano della morte. La vita eterna per noi è certezza nel Risorto. E la presenza del Suo Spirito in noi ce lo attesta. Allora dal dolore passeremo alla lode e al canto per il dono incommensurabile della fede.

E lo faremo insieme come comunità. Si, perché già in terra, nella misura in cui ci sentiamo un popolo unito, nel dolore e nella gioia della fede, della speranza e della carità, attorno alla stessa tavola eucaristica, anticipiamo quello che saremo in Paradiso: un’unica famiglia nella casa del Padre, seduta alla mensa del Regno, dove Cristo stesso passerà a servirci come ha fatto nell’ultima cena con i suoi discepoli. Davvero grande il dono che ci ha fatto Gesù! Apriamoci allora con fiducia al Suo Amore e prepariamoci bene alla S. Messa di domenica prossima delle ore 9 con il nostro Vescovo.