Don Giuseppe Bergamaschi: “Ci prepariamo a celebrare in comunità”

In realtà, cari fratelli e sorelle, noi sacerdoti non abbiamo mai smesso di celebrare per tutti, in particolare la Parola e l’Eucarestia!

Il giorno della nostra Ordinazione Sacerdotale il Vescovo, tra le altre domande, ci ha chiesto: “Volete adempiere degnamente e sapientemente il ministero della Parola nella Predicazione del Vangelo e nell’insegnamento della Fede Cattolica?”. E poi: “Volete Celebrare con devozione e fedeltà i misteri di Cristo secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel sacrificio eucaristico e nel sacramento della riconciliazione a lode a Dio e per la santificazione del popolo cristiano?”.

In questo tempo di pandemia abbiamo continuato a celebrare “a lode a Dio e per la santificazione del popolo cristiano”, anche se il popolo, lì, fisicamente non c’era. Mai come in questo periodo ogni giorno abbiamo esperimentato e vissuto, al di là delle molte altre iniziative che si fanno, il centro della nostra vita sacerdotale, l’essenza della vita del prete da cui tutto parte e a cui tutto deve essere collegato: la preghiera, i Sacramenti per la comunità, lo stare davanti a Dio e intercedere per il popolo, ma anche testimoniare davanti al popolo la presenza di Dio Padre che in Cristo Gesù Crocifisso ma Risorto, per mezzo dello Spirito, continua ad amare e salvare l’umanità.

Ma adesso ritorneremo a celebrare col popolo. Come saremo, pastori e gregge? Una domanda è necessario farcela: perché è importante riprendere a celebrare insieme l’Eucarestia? Non è stato sufficiente in questi tre mesi stare in casa, ritrovare un po’ di più la preghiera in famiglia, magari il S. Rosario? E’ una cosa ottima: e allora perché è necessario partecipare alla S. Messa? Abbiamo visto tante celebrazioni sugli schermi televisivi, oppure ci siamo collegati via internet vedendoci in volto, non è sufficiente? E poi possiamo dirci che in questa emergenza siamo diventati un po’ più buoni, pazienti e misericordiosi con gli altri: non è abbastanza? In fondo in fondo l’Eucarestia è un “rito”, bellissimo, profondo, pieno di significati simbolici, ricco di valore identitario, ma forse non indispensabile in tempo di crisi, perché la vita concreta viene prima di ogni rito, sia pure importante. Eppure i cristiani non hanno mai smesso di partecipare all’Eucarestia nemmeno durante le persecuzioni del passato o di oggi, in condizioni di riconoscimento pubblico o in clandestinità, perfino in carcere, come attesta la vicenda del Vescovo vietnamita Van Thuàn. Ma davvero quello che ci manca è un rito?

Credo che rispondere a questa domanda sia importante perché ne va del senso profondo della nostra fede. No, carissimi, non si tratta solo di un rito, né del semplice ricordo di un fatto passato, perché nel Sacramento, in ogni Sacramento e massimamente nell’Eucarestia, noi incontriamo Qualcuno! La fede per noi è credere che nell’Eucarestia incontriamo una Persona viva, concreta e tangibile: la Persona del Risorto. La fede ci dice che non si tratta di un incontro simbolico, o peggio di un incontro con un fantasma, ma di un incontro che ha la stessa consistenza e realtà di un abbraccio, l’incontro con una Persona amata e che ci ama. Proprio oggi, nel Vangelo di Giovanni, Gesù ci mette sulla strada di Filippo, uno dei suoi apostoli, che chiede a Gesù di fargli vedere direttamente Dio Padre e così avrebbero creduto lui con gli altri, senza più ombra di dubbio. E Gesù risponde:’ Ma Filippo, ancora non credi? Chi ha visto me, ha visto il Padre!’ (Gv.14,9). Ecco la meraviglia: Dio si è fatto concreto, visibile, in Gesù! Gesù è l’ingresso fisico di Dio Padre nel nostro mondo: incredibile, inaudito! E’ folle agli occhi di chi non crede! Invece è la presenza di Dio con un corpo che tocca, accarezza, ama, soffre, muore. Un Dio morto e risorto che non è altrove, ma rimane sempre con noi e continua a toccare, accarezzare, amare; continua a soffrire con chi soffre e a morire con chi muore, anche in questi mesi di grande dolore dal distacco di tanti nostri cari, a causa del corona virus.

La nostra è una religione che mette al centro la concretezza del corpo, che dà valore alla concretezza del gesto. Ecco perché è importante e necessario “celebrare” insieme l’Eucarestia! E’ la concretezza di Cristo che incontro, la concretezza del suo sacrifico per me, non la sua idea, il suo ricordo, il suo simbolo. Poi questo incontro con Lui nel Sacramento me lo fa  vedere, amare e servire in ogni fratello e sorella, anche il nemico, anche quello che mi perseguita, anche l’antipatico che imparerò comunque a rispettare. Questa è l’originalità cristiana, diversa da tutte le forme pur buone e belle della filantropia umana, dei servizi sociali o delle solidarietà delle ONG.

Forse l’assenza delle celebrazioni in questi mesi ci ha dato la possibilità di riflettere di più e di verificare davvero in che cosa consiste la nostra fede. Forse questo ci ha aperto una strada, ci ha offerto l’occasione di uscire da una fede un po’ troppo addomesticata, o fai da te, ridotta ai nostri bisogni, per aprirci di nuovo invece alla sua incalcolabile meraviglia, al suo essere dono straordinario e immeritato, al suo essere insieme stoltezza, scandalo e gioia grande! Una fede più matura e consapevole, come saranno le nostre celebrazioni. E’ così, carissimi, che ci apprestiamo a riprendere e a preparare la nostra Chiesa per la celebrazione dell’Eucarestia e degli altri Sacramenti, insieme. Di seguito trovate le indicazioni concrete che siamo chiamati a rispettare per poter vivere in sicurezza e serenità i momenti della nostra fede, nell’attuazione delle regole date dalle nostre autorità. Sono prime indicazioni cui ne seguiranno altre prima di domenica prossima.

ACCESSO AL LUOGO DI CULTO

  • Occorrerà presentarsi all’orario della Messa almeno un quarto d’ora prima, perché si entra in chiesa uno alla volta, distanziati almeno un metro e mezzo gli uni dagli altri, evitando qualsiasi assembramento. Ci saranno dei volontari che faranno il servizio di accoglienza davanti alle porte della chiesa e appena dentro all’ingresso.
  • Entrando è fatto obbligo di lavarsi le mani con il GEL, che troverete negli appositi spazi.
  • Quindi si prende posto nei banchi, solo dove si trova il segno rosso; i banchi sono alternati, in modo che in un banco ci sono 2 posti e nell’altro 1, a modo di X, per mantenere il distanziamento sociale; i posti così individuati raggiungono un massimo di 180. Sarà quindi necessario regolamentare l’accesso alle celebrazioni attraverso una specie di prenotazione. Quando i posti sono esauriti, si chiude ogni possibilità di accesso. I primi ad entrare occupano i primi posti e via via fino agli ultimi fino ad esaurimento.
  • Tutti sono obbligati a indossare la mascherina.
  • Non è consentito accedere alle celebrazioni in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
  • Non è consentito accedere alle celebrazioni a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-COV-2 nei giorni precedenti.
  • Per i diversamente abili si usi l’accesso predisposto in via Mantova.
  • Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per i malati o a motivo della condizione di gravità dell’età.

DURANTE LA CELEBRAZIONE

  • Non ci si muove dal proprio posto, nemmeno per la S. Comunione; passerà il sacerdote o il ministro straordinario della Comunione banco per banco.
  • La Comunione si prende solo in mano.
  • Non si può dare il segno della pace con la mano, ma si può fare un inchino l’uno verso l’altro.
  • Non ci saranno libretti o altri sussidi, per evitare eventuale trasmissione di contagio.
  • Non saranno raccolte le offerte durante la Messa. Troverete all’ingresso o all’uscita appositi contenitori dove potete lasciare la vostra offerta a sostegno della nostra parrocchia.

AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE

  • Al termine della celebrazione escono prima gli ultimi, banco per banco, fino ai primi, evitando sempre ogni tipo di assembramento.
  • Quando tutti sono usciti, i volontari provvederanno alla igienizzazione di tutta la chiesa e della sagrestia, come di tutte le suppellettili e di tutti gli oggetti. Per questo l’aula liturgica sarà il più spoglia possibile.
  • Le acquasantiere continueranno a rimanere vuote. Valuteremo se sarà possibile provvedere con eventuali bottigliette da riempire per chi volesse l’acqua santa a casa.

GLI ALTRI SARAMENTI (dal 18 maggio si possono celebrare)

  • Tutte queste disposizioni si applicano anche alle altre celebrazioni dei Sacramenti.
  • Battesimi: si eviti assembramento di persone. Quindi chi aveva già stabilito una data precedentemente è bene che telefoni in parrocchia per concordare i tempi e le nuove modalità di celebrazione.
  • Matrimoni: alle stesse condizioni. Contattare la parrocchia per eventuali richieste.
  • Unzione degli Infermi: è necessario sempre telefonare e accordarsi per i tempi e i modi della celebrazione in casa o in chiesa.
  • Esequie: per coloro che hanno avuto in questo periodo un caro defunto è possibile prenotare la S. Messa esequiale per il proprio defunto nelle SS. Messe delle ore 7 o delle ore 18,30 oppure alla sera dopo cena alle ore 20,30. E’ necessario rivolgersi in parrocchia per concordare il tutto. E’ all’attenzione delle autorità la nostra richiesta di poter celebrare in piazza una S. Messa Comunitaria per tutti i defunti di questi mesi. Appena ci saranno indicazioni precise lo comunicheremo.
  • Confessione: deve essere celebrata in luoghi ampi e areati, nel distanziamento sociale e con mascherina, garantendo nello stesso tempo la riservatezza richiesta dal Sacramento stesso. Per questo stiamo valutando come, dove e quando celebrare la Penitenza e appena deciso vi comunicheremo il tutto.
  • Gli altri Sacramenti (Cresime, prime Comunioni, prime Confessioni) sono per ora sospesi.
  • La Liturgia delle Ore (Lodi e Vespri, specie alla Domenica) come al solito.

La vita liturgica riprende piano piano, con tutte queste attenzioni, dal 18 maggio.