Dopo mesi di silenzio la Casa del Giovane è pronta per l’inaugurazione

Dopo sei mesi di chiusura, finalmente sabato prossimo 5 settembre alle ore 17 riapre i battenti la Casa del Giovane. Il locale si presenta in parte rinnovato e aperto ad accogliere i futuri avventori che vorranno provare i nuovi prodotti (anche di origine argentina!) e gustare gli spazi belli e ampi messi a disposizione, tenendo conto delle disposizioni anti Covid-19. Un grazie sincero e un incoraggiamento vero a Ornela e Gloria, nuove imprenditrici, che si sono lanciate insieme in questa avventura non facile, dovuta al momento critico sia per l’economia che per la pandemia, investendo del proprio e credendo nelle potenzialità della Casa del Giovane, dando continuità a una tradizione castellana a servizio della parrocchia e del paese.

Vorrei sottolineare alcuni tratti che caratterizzano la nuova partenza della Casa del Giovane: innanzi tutto partono insieme; interpellati da soli o con le singole famiglie nessuno dei dipendenti se la sentiva di assumere un onere così gravoso. Ma alla proposta di mettersi insieme invece è scattata la lampadina e l’entusiasmo giusto. E per Castel Goffredo questo non è un fatto indifferente, abituati come siamo a fare impresa da soli, con tutte le conseguenze del caso. E’ l’unione invece che fa la forza, è la visione d’insieme, è il mettere in sinergia le capacità, le risorse di ognuno, oltre che la consapevolezza dei propri limiti, per raggiungere un bene comune che farà la differenza e permetterà di rimanere aperti al nuovo senza dimenticare la storia.

Nella situazione economica così delicata che sta vivendo il nostro paese Italia e Castel Goffredo, o recuperiamo un senso di appartenenza comune e uno stile di azione sinergica, oppure il futuro sarà molto problematico. In seconda battuta mi preme ricordare che la nuova gestione ha inteso fin dall’inizio rimanere ancorata e sinergica con la parrocchia, facendo propria la storia della Casa del Giovane e le dinamiche della nostra vita parrocchiale, specialmente quella giovanile, nel rispetto reciproco, e tuttavia aprendo l’attività a tutti, nello spirito di accoglienza e rinnovamento che ci caratterizza come cristiani. Ed è qui che si concretizza un altro tratto della nuova avventura:il sorriso, l’accoglienza che affidiamo a due donne; davvero c’è bisogno nella nostra società del genio femminile! In una realtà sociale che sembra sempre più incattivita, chiusa e preoccupata solo del per sé, come non attingere alla risorsa femminile in cui ritrovare gli atteggiamenti e i sentimenti di chi si apre invece al dono e al rischio della vita con fiducia, di chi è capace di resistere nelle prove e tenere su famiglia, di chi si approccia alle persone e anche alle situazioni spesso intricate della vita col tratto gentile, di chi spesso è capace di sdrammatizzare nei momenti tesi della società, di chi sa tessere continuamente relazioni anche quando i figli o altre persone sbagliano o sbattono la porta?

Penso che oggi la donna, nel suo essere, prima e più che nel suo fare, abbia davvero molto da dare all’umanità e così sia capace di stimolare tutti a rimettersi in pista, invece che abbassare le saracinesche. E’ questo l’augurio che faccio alla Casa del Giovane, a Ornela e Gloria in particolare, per il bene di tutta la nostra comunità. Vi aspetto tutti al taglio della torta.