La Festa del Battesimo di Gesù: il commento domenicale di don Luigi Trivini

Ecco l’Agnello di Dio! L’antifona al Magnificat della solennità dell’Epifania appena trascorsa, accompagnata da una musica celestiale, recita così:

“Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo:

Oggi la stella ha guidato i Magi al presepio.

Oggi l’acqua è cambiata in vino;

Oggi Cristo è battezzato da Giovanni al Giordano per la nostra salvezza. Alleluia”

Sono i tre avvenimenti che il Vangelo pone davanti ai nostri occhi per presentarci Gesù, il salvatore del mondo. Dopo che abbiamo celebrato solennemente l’Epifania, in questa domenica celebriamo Battesimo di Gesù al fiume Giordano. Non lasciamoci trarre in inganno però dalla parola “Battesimo”, uguale alla denominazione del sacramento cristiano. Quello predicato da Giovanni Battista non era il sacramento, ma un rito penitenziale presente presso alcuni movimenti del popolo d’Israele ed anche presso altre religioni, dove era richiesta la confessione dei peccati e il lavacro di purificazione. Presso gli Esseni sembra che fosse celebrato una sola volta nella vita. In comune con il sacramento ha questa prima fase, dove alla persona candidata è richiesto un cammino di conversione, che rimarrà come esigenza per tutta la vita. Ma poi il sacramento ci comunica la grazia di Dio, con cui si apre un dialogo che è per noi progetto di vita, segno di amore, modo peculiare di rapportarci a Lui.

Il Battesimo di Gesù al fiume Giordano è un momento importante nel racconto dei Vangeli, tant’è vero che è narrato da tutti e quattro: rappresenta il momento dell’investitura ufficiale di Cristo come Messia. Siamo dopo l’esperienza del deserto, prima della fase pubblica della vita di Cristo. L’investitura avviene con questi elementi: 1) Cristo che entra in contatto con il peccato, Lui che non ha peccato va là dove la persona prende coscienza del peccato (Giovanni predicava un Battesimo di penitenza e chiedeva la confessione dei propri peccati). Cristo che si incarna prende contatto con tutta la nostra condizione e la condivide. Per noi è essenziale per riconoscerlo “salvatore”. Infatti, questo è il segno che Cristo non ha rifiutato niente di ciò che è dell’uomo, anzi è arrivato fino in fondo all’esperienza umana per poterla condividere tutta e quindi salvare tutto l’uomo. Continuerà nello stesso modo sia nella predicazione, sia nei suoi atteggiamenti, sia soprattutto sulla croce. 2)  Su di Lui scende lo Spirito Santo.

E’ lo Spirito che aleggia sulle acque e da cui viene tutta la creazione; lo Spirito che illumina e infiamma i profeti; lo stesso Spirito che scende su Maria perché, rispondendo alla chiamata di Dio, possa diventare la madre del Figlio incarnato; è lo Spirito che condurrà Cristo nel deserto; è lo spirito che Cristo consegna al Padre dalla croce; è lo Spirito che scende sugli Apostoli nel giorno di Pentecoste. E’ lo Spirito di Dio che è vita; è lo Spirito che riceviamo nel Battesimo e ci costituisce figli di Dio. 3) Infine, terzo elemento, la voce del Padre che non è una semplice approvazione, né tanto meno una sorta di raccomandazione fatta ai presenti, ma un elemento essenziale nella storia della salvezza. Ricordiamo sempre che noi siamo salvi perché Dio ci ha “parlato”. La sua Parola accompagna costantemente tutti i momenti di questa nostra storia così singolare e oggi (inizio della predicazione di Cristo) si sta realizzando proprio per mezzo del suo Figlio, la Parola fatta carne.

Tenendo presenti queste semplici osservazioni, possiamo arrivare ad una riflessione significativa per noi. Il Battesimo al fiume Giordano rivela la vera identità di Cristo, elemento necessario per presentarsi al mondo e quindi determinare la qualità delle sue azioni: quello che dice non è un discorso anonimo; quello che fa, viene da una persona ben qualificata e da noi ben individuata. Siamo di fronte ad un aspetto essenziale, perché la salvezza consiste in un rapporto personale profondo e unico tra Dio persona e noi, rispettandoci come nella nostra identità e facendo di noi delle persone nel senso pieno del termine. Il Battesimo al fiume Giordano, anche nella sua peculiarità nei confronti del sacramento che abbiamo ricevuto, ce lo ricorda perché come là Cristo ha manifestato la sua identità di Messia, qui noi riceviamo la nostra identità di figli di Dio. In questo rapporto si realizza la salvezza.