Trovata una soluzione per la Casa del Giovane che presto riaprirà i battenti

Dopo cinque mesi di chiusura forzata (e occorrerà aspettare ancora poco più di un mese!), la Casa del Giovane sta per riaprire di nuovo i suoi battenti su via Botturi, in quella che fu la “Casa don Aldo”. Sono lieto di comunicare che la scelta per la sua gestione, dopo attente riflessioni, è caduta su De Giosa Ornela e Bergamini Gloria, che si sono costituite appositamente in società per gestire il nostro bar parrocchiale. Si sono chiamate appunto: società “La Baya” di De Giosa Ornela e Bergamini Gloria s.n.c.: la prima di origini argentine, ma ormai naturalizzata castellana, la seconda castellana doc; entrambe hanno già lavorato alla Casa del Giovane: Ornela per breve tempo come voucher, mentre Gloria come part time per nove anni.

Insieme al Consiglio Economico della Parrocchia, la proposta di gestione è stata offerta innanzi tutto ai due dipendenti, che però, dopo alcuni incontri, hanno declinato l’invito. Nel frattempo si sono fatte avanti alcune persone con le quali, per vari motivi, non si è ritenuto di concludere il contratto, tranne una che rimaneva in attesa. Proprio l’ultima arrivata, e non molto tempo fa, costituita appunto da due ex dipendenti cui va la preferenza e che si sono incoraggiate a vicenda, è sembrata l’offerta migliore per poter continuare a dare un servizio alla nostra comunità e alla cittadinanza tutta, che garantisse la peculiarità della funzione del nostro bar, come punto di riferimento per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, e anche per le famiglie, in uno stile buono e rispettoso degli altri, in serenità e sicurezza, educando al saper stare insieme e alla festa senza avere bisogno di sballare.

Sono due donne, sono due spose, sono due mamme con figli adolescenti, le quali conoscono molto bene le dinamiche positive ma anche problematiche del mondo giovanile, e questo ci fa ben sperare per il futuro della Casa del Giovane. Va dato loro atto e merito del coraggio che hanno avuto a mettersi in pista per la nostra comunità in un momento difficile per tutti dal punto di vista lavorativo. Le ho sentite, tuttavia, molto motivate e cariche di entusiasmo per un’avventura che, spero, sarà avvincente anche se molto impegnativa. Forse, come disse S. Giovanni Paolo II e ribadisce sempre anche Papa Francesco, è l’ora del genio femminile per uscire da un’impasse che sembra bloccare la società e la vita dei nostri figli. Confesso che non potevo desiderare di più per la soluzione del nostro bar Casa del Giovane, e ringrazio davvero il Signore, cui ho sempre affidato non solo le persone ma anche le attività della nostra parrocchia, tra cui la Casa del Giovane, per come Lui ha suscitato questo slancio generoso nel cuore di Ornela e Gloria e che ho accolto con grande fiducia.

Sono sicuro che la comunità tutta, cui stanno a cuore le sorti della Casa del Giovane, saprà apprezzare nel tempo tale scelta e sarà di nuovo festa per tutti, nella accoglienza reciproca e nelle proposte di animazione che la “nuova baya” saprà offrire con sorpresa. Serve aspettare ancora un po’ perché conoscete qual è la trafila burocratica in Italia, ma ce la faremo a riaprire per i primi di settembre con una bella festa per tutti. Si vuole partire col piede giusto, e se serve un po’ di pazienza, questa sarà ripagata con il nuovo progetto di gestione.

A Ivan, indimenticabile punto di riferimento della “baya” in venticinque anni di lavoro, conoscitore di tutte le classi di ragazzi che sono passate dal nostro bar, va tutto il nostro grazie per la dedizione lavorativa, la passione, il tempo, le energie profuse per la Casa del Giovane, al punto da identificarsi con essa. Volevamo averlo ancora tra noi a servizio della nostra parrocchia, ma ha preferito continuare e riprendere la sua vocazione di cameriere. Gli auguriamo ogni bene e serenità nel suo lavoro futuro. In ogni caso avremo modi di manifestargli la nostra gratitudine e il nostro affetto in una prossima occasione in cui la comunità tutta potrà ringraziarlo e salutarlo. Un grazie particolare a tutti i membri del Consiglio Economico Parrocchiale per le preziose indicazioni date in ogni passaggio di questa vicenda, e il grazie anche agli altri sacerdoti che hanno sostenuto passo passo il cammino che ha portato a questa soluzione. Adesso il dado è tratto. A tutti noi il compito di custodire il patrimonio di vita della Casa del Giovane e partecipare ai suoi passi futuri.