I consigli del filosofo Luca Cremonesi sui libri da leggere in vacanza

Quest’anno non ho potuto realizzare la consueta puntata finale della mia trasmissione intitolata “Consigli per letture sotto l’ombrellone”. Così, ancora una volta complice il direttore, mi accingo a scriverne ‘come se fossi in radio’. L’epoca è stata avara di nuove uscite e, in questi giorni, tutte le case editrici corrono ai ripari. In ogni caso, il lockdown, per chi scrive, è stato decisamente prolifico in materia di letture. Materiale non manca… Partiamo dunque.
Direi di giocare il jolly subito e di stare in casa “Premio Strega” che, quest’anno, vede in gara una sestina (contro la tradizionale cinquina). Io ho letto “Febbre” (Fandango) di Jonathan Bazzi, romanzo autobiografico e confessione della sua malattia. Bazzi è sieropositivo e racconta la scoperta di questa situazione, vicenda che si affianca alla sua adolescenza nella periferia violenta di Rozzano. Pur se non ho amato il modo in cui condanna gli abitanti di Rozzano, la scrittura è comunque fluida e si tratta di un buon outsider del prestigioso premio.
Il Campiello, invece, punta tutto su Francesco Guccini, neo 80enne, con il suo “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Giunti). Guccini torna a scrivere delle sue terre e, credetemi, quando fa questo non ha rivali (molto meglio di quando scrive, a quattro mani, gialli). 
Se volete capire qualcosa di quello che abbiamo vissuto non dovete farvi sfuggire le oltre 500 pagine di “Spillover” di David Quammen (Adelphi), inchiesta sui virus e sugli animali serbatoi e, dunque, il passaggio – lo spillover appunto – da questi all’essere umano. Solo i giornalisti americani sanno realizzare reportage così ben fatti. 
Il libro più bello letto durante la quarantena è quello di Svetlana Aleksievič “Preghiera per Černobyl’”, E/O. La serie tv è stata molto interessante – la mia generazione ricorda quella ‘quarantena’ – ma le parole di questa inchiesta, redatte a forma di romanzo, entrano nell’anima.
Il libro dell’estate si candida ad essere Valérie Perrin con il suo “Cambiare l’acqua ai fiori” E/O, storia ricca di personaggi e ambientata in Provenza. Il passaparola lo sta eleggendo a romanzo dell’anno, e la scrittura della sceneggiatrice francese fa il resto. Consigliatissimo sotto l’ombrellone o sotto un pino, in montagna. 
Altro romanzo intenso – letto e scoperto durante la quarantena – è “Hotel Tito” di Ivana Bodrozic. La guerra dei Balcani letta e vista con gli occhi di una bambina che attende il padre, disperso in guerra. Quel conflitto, che piaccia o no, anche se cerchiamo di rimuoverlo continuamente, è il “buco nero” con cui deve fare i conti la coscienza nostra, in quanto europei… Meno male che ci sono romanzi così che ce lo ricordano.
La Nave di Teseo manda in libreria la divertente auto biografia di Woody Allen dal titolo “A proposito di niente”. Divertente davvero. Se amate il genio di Woody, la sua ironia e i suoi film – non perdete anche la serie che ha messo in onda su Amazon Prime – non potete mancare questa lettura. C’è tutto il Woody che conta. 
Dovete fare ordine fra i vostri libri? Beh, non potete farlo senza leggere il pamphlet “Come ordinare una biblioteca” (Adelphi) di Roberto Calasso, padre e fondatore dell’editore Adelphi. Calasso è solitamente pesante come il piombo ma, in questo caso, è davvero un piacere leggerlo. 
Sempre parlando di Covid vi consiglio la breve riflessione di Paolo Giordano “Nel contagio” (Einaudi). Bella, interessante e intelligente. Per capirci qualcosa, senza fake news. Chiudiamo con il Covid con il volume – uscito in edicola – “Il mondo che sarà – Il futuro dopo il virus”. Bellissimo. Tante voci, da Baricco a Zizek, per parlare di quello che abbiamo vissuto e con cui abbiamo convissuto.
Le edicole hanno dato una mano in questo periodo con collane molto interessanti. Fra queste “Il ciclismo epico”, serie di 12 numeri uscita con La Gazzetta dello Sport. Recuperatevi il volume “Il campione e il bandito”, la vera storia di Costante Girardengo e Sante Pollastri, il “bandito e il campione” di De Gregori. Lettura estiva, senza dubbio alcuno. Chiudo ricordandovi di rileggere due grandi romanzi di Sepulveda, scrittore cileno che ci ha lasciato causa Covid. Abbiamo fumato insieme, in piazza Sordello, mentre si parlava dei suoi libri, di amore, di lotta e di cultura. Persona magnifica, autore che ha dato grandi pagine alla letteratura mondiale (non le ultime, lo so..). Vi consiglio di riprendere in mano “La frontiera scomparsa” e “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”. 
Vi concedo anche un bis.
In questi giorni è appena uscito l’ultimo di Javer Cercas (Terra Alta) per Guanda. Lui è un grande autore, compratelo a scatola chiusa e, nel mentre, leggetevi – se ancora non lo avete fatto – il suo “Soldati di Salamina”. Di libri così belli ce ne sono pochi in circolazione… credetemi. Buona estate.