Tempo di parole: una serata “streaming” per non dimenticare l’Olocausto

Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i cancelli di Auschwitz vennero abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico. La liberazione di Auschwitz rappresenta la fine della persecuzione del popolo ebraico.

Istituita in Italia con legge n. 211|2000 e in tutto il mondo tramite Risoluzione Onu del 2005, questa giornata commemorativa ha lo scopo di ricordare questo momento drammatico del nostro passato, affinché, come dice la stessa legge “simili eventi non possano mai più accadere”: queste parole indicano chiaramente quanto sia importante che la memoria non si limiti all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini nazisti, ma capire ciò che accadde in Germania da un punto di vista storico. Nel corso del tempo ci sono stati diversi tentativi di genocidio. Lo stesso termine ‘genocidio’, tuttavia, è stato coniato in occasione della Shoah.

Ciò che rende unica la Shoah è il fatto che si trattò di un genocidio razionale, ben organizzato, che si avvaleva della tecnologia e di impianti efficienti per sterminare un popolo intero nel cuore dell’Europa: per eliminare tutti i soggetti considerati “indesiderabili” dai Nazisti, questi crearono dei campi di concentramento e di sterminio, veri e propri luoghi dell’orrore dove venne messa in dubbio l’essenza stessa dell’umanità. Come scrisse Todorov “la singolarità del fatto non impedisce l’universalità della lezione che se ne trae”: la memoria storica della Shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità. Parlare di Shoah o di Olocausto significa parlare dello sterminio sistematico ad opera dei Nazisti che avvenne in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, un genocidio che coinvolse non solo 6 milioni di ebrei adulti e bambini, ma anche omosessuali, diversamente abili, malati psichici, malati incurabili, perseguitati per motivi religiosi e per motivi politici, Rom, Sinti, Slavi, per un totale di 14 milioni di vittime.

La Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, afferma: “L’indifferente è complice. L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore.” E ancora nel suo celebre discorso davanti al parlamento europeo: “Il razzismo e l’antisemitismo ci sono sempre stati ma arrivano i momenti in cui ci si volta dall’altra parte, in cui è più facile far finta di niente… È mio dovere testimoniare… Sono io che salto fuori; è quella ragazzina magra, scheletrita, disperata, sola… Anche oggi fatico a ricordare, ma mi è sembrato un grande dovere ricordare il male altrui. Ma anche per ricordare che si può, una gamba davanti all’altra, essere come quella bambina di Terezin che disegnò una farfalla gialla che vola sopra i fili spinati. Questo è un semplicissimo messaggio da nonna che vorrei lasciare ai miei futuri nipoti ideali. Che siano in grado di fare la scelta. E con la loro responsabilità e la loro coscienza, essere sempre quella farfalla gialla che vola sopra ai fili spinati”.

Per le generazioni future scoprire dove può arrivare l’uomo che perde la propria umanità ha mostrato cosa può muovere l’odio, cosa significa costruire un nemico per poi poterlo annientare e per comprendere fino in fondo perché ciò sia potuto accadere dobbiamo impegnarci tutti. Chi fa pratica di libertà e di democrazia ha sempre il dovere di non dimenticare affinché quello che è successo non succeda mai più: da questo dovere nasce il mondo, quello di oggi e quello di domani. La libertà, la democrazia e la pace, infatti, non sono elementi astratti ma esistono solo se si realizzano concretamente.

Nel rispetto delle normative anticontagio, venerdì 29 gennaio alle 17.00 l’Amministrazione comunale di Castel Goffredo ha deciso di celebrare questa giornata, con un video in diretta streaming dalla Sala Consiliare dal titolo “Tempo di parole” (collegamento sulla pagina Facebook di Comune e Biblioteca), durante il quale verranno letti alcuni estratti di famose testimonianze dei sopravvissuti all’Olocausto.

Per l’organizzazione dell’evento desidero sentitamente ringraziare la nostra Biblioteca comunale, Laura Vaccari, Elisa Bottoli, Giancarlo Cobelli, l’Ufficio informatico nella persona di Alessandro Salandini, la Compagnia teatrale “Il Teatrino”, Mario Boscato, Elisa Bottoli, Itala Ghio, Dina Vignoni, Gabriella Visieri  e per le musica e le immagini Paolo De Angelis.

Valeria Negrisolo (Assessore a Cultura e Istruzione – Comune di Castel Goffredo)